Santa Maria Capua Vetere, 11 giugno 2026 – Una giornata all’insegna della collaborazione istituzionale, della cultura della legalità e della promozione di percorsi di inclusione sociale si è svolta presso il Carcere Militare di Santa Maria Capua Vetere, dove è stato ufficialmente sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra l’Organizzazione Penitenziaria Militare e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Alla cerimonia della firma erano presenti il Colonnello Giancarlo Sciascia, Comandante della struttura, e il Tenente Colonnello Nicola Chirico, che hanno accolto la delegazione dell’Ateneo composta dal Vicedirettore del Dipartimento di Giurisprudenza, Prof. Mario Campobasso, accompagnato dalla Prof.ssa Marianna Pignata e dal Prof. Raffaele Santoro.
L’accordo nasce con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura giuridica, rafforzare i valori della legalità e favorire percorsi di inclusione e reinserimento sociale attraverso attività di studio, ricerca, informazione e divulgazione. Il Protocollo prevede, tra le altre iniziative, l’organizzazione di incontri formativi, giornate di studio e conferenze dedicate ai temi dell’inclusione e della legalità, nonché la possibilità di coinvolgere gli ospiti della struttura in attività di carattere culturale e accademico.
A seguito della sottoscrizione, i docenti del Dipartimento hanno incontrato gli ospiti del Carcere Militare, presentando l’offerta formativa del Dipartimento di Giurisprudenza e illustrando le opportunità di accesso ai percorsi universitari. Particolare attenzione è stata dedicata ai servizi di orientamento e accompagnamento allo studio, evidenziando come la formazione rappresenti uno strumento concreto di crescita personale e di costruzione di nuove prospettive per il futuro.
La giornata si è conclusa con una visita alla struttura penitenziaria militare, durante la quale la delegazione universitaria ha potuto conoscere le numerose attività messe a disposizione degli ospiti. Dai laboratori di ceramica e pittura alle attività di bricolage, il carcere si conferma un luogo in cui il percorso trattamentale si arricchisce di opportunità educative, creative e professionalizzanti finalizzate allo sviluppo delle competenze e della persona.
La sottoscrizione del Protocollo rappresenta un importante esempio di sinergia tra istituzioni che condividono la volontà di investire nella formazione, nella cultura e nella promozione della legalità. Al tempo stesso, l’iniziativa assume un valore ancora più significativo perché contribuisce a rafforzare il senso profondo della riabilitazione, offrendo agli ospiti della struttura nuove occasioni di crescita, consapevolezza e reinserimento sociale, nella convinzione che la conoscenza e l’educazione costituiscano strumenti fondamentali per costruire percorsi di cambiamento e di cittadinanza responsabile.








